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Licenziamento illegittimo: diritto al risarcimento del danno ed alla contribuzione previdenziale

Tribunale di Napoli, sentenza 7986 del 2014.
Alcuni lavoratori erano stati alle dipendenze di una società di manutenzione di impianti sino al 2010 quando erano stati licenziati.
I medesimi, con l'assistenza dell'avvocato Domenico Carozza, avevano impugnato giudizialmente i provvedimenti di licenziamento. Il Giudice del lavoro di Napoli aveva accolto i ricorsi ordinando al datore di lavoro di procedere alla reintegra e di corrispondere un'indennità commisurata alla retribuzione spettante dal licenziamento all'effettiva reintegra nonché al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali.
Nonostante tale sentenza, la società non aveva provveduto ad erogare ai lavoratori la somma corrispondente alla retribuzione maturata nel periodo intercorrente tra il licenziamento e l'effettiva reintegra né a versare i relativi contributi.
Rivoltisi nuovamente allo Studio Legale Carozza, i lavoratori facevano ricorso al Tribunale e chiedevano condannarsi la società al pagamento del risarcimento del danno per il periodo intercorrente tra il licenziamento e l'effettiva reintegra nonché dei relativi contributi da versare direttamente all'INPS.
Il Tribunale di Napoli ha, pertanto, accertato che la società non aveva disposto la reintegra dei lavoratori ed era rimasta inadempiente all'obbligo di pagare la somma equivalente alle retribuzioni spettanti tra il licenziamento e di versare per loro all'INPS i relativi contributi.
Il Tribunale ha sostenuto la piena legittimazione dei lavoratori ad agire in giudizio per ottenere la condanna del datore di lavoro al versamento dei contributi in favore dell'INPS. Il lavoratore ha un vero e proprio diritto soggettivo al regolare versamento dei contributi assistenziali in proprio favore ed alla conformità alle prescrizioni di legge della  propria posizione assicurativa, costituendo questa una bene suscettibile di lesione e di tutela giuridica nei confronti del datore di lavoro che lo abbia pregiudicato.
Il Tribunale ha, quindi, accolto i ricorsi dei lavoratori ed ha condannato la società a corrispondere oltre 49000 euro direttamente in favore di ciascun di essi ed a versare all'INPS circa 25000 euro a titolo di contributi assistenziali e previdenziali inerenti la posizione dei medesimi in relazione al periodo intercorrente tra il licenziamento e l'effettiva reintegra.
20/10/2014

 

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